VILLANOVA - Sono due gli episodi di usura contestati al maresciallo Fabio Di Ciancia, 32 anni, in servizio al comando stazione di Villanova e arrestato su ordine della procura di Torino. Due casi che, secondo le accuse, sarebbero avvenuti nel Torinese dove il carabiniere vive facendo il pendolare verso Villanova. Si parla di soldi prestati con tassi di interesse superiori a quanto previsto dalla legge sebbene l’avvocato difensore è convinto di poter spiegare tutto, probabilmente giovedì, quando il suo assistito verrà interrogato in carcere. Un caso che a Villanova è stato appreso dai media perché il maresciallo non ha mai fatto vita di paese al di là dei suoi compiti istituzionali.
Picchiato per la lavatrice: 28enne muore
Alla fine non è riuscito a riprendersi ed è morto all’ospedale di Alessandria il giovane romeno aggredito da alcuni connazionali in corso Casale. Miros Vasile, 28 anni, era stato ricoverato in gravissime condizioni e tre persone erano state denunciate per tentato omicidio. Il giovane sarebbe stato aggredito per aver portato via una lavatrice dall’appartamento che aveva condiviso con alcuni connazionali. Tra Miros e gli altri romeni ci sarebbero stati alcuni problemi ma la lavatrice sottratta avrebbe scatenato l’ira degli ex coninquilini. Ora la squadra mobile procede nei confronti dei presunti responsabili dell’aggressione con l’accusa di omicidio sebbene i contorni della vicenda dovranno ancora essere chiariti. Miros sarà probabilmente sepolto in Romania.
Alluvionati, l'ennesima beffa?
“Ancora una volta, le aziende alluvionate sono state tradite dalla maggioranza di governo e dai parlmentari piemontesi di Pdl e Lega.” A lanciare l’accusa è il capogruppo di Italia dei valori in Consiglio comunale, Alberto Pasta. Il consigliere, infatti, fa sapere che “è stata eliminata, da Governo e Senato, la possibilità di restituzione alle aziende alluvionate del nostro territorio del 90% dei contributi, previsti in precedenza, pari a quello che le medesime avevano pagato all’Inps e all’Inail engli anni’ 95, ‘96 e ‘97. “Riteniamo - afferma Pasta - che tutto ciò sia inaccettabile e profondamnete ingiusto, soprattutto in considerazione della grave crisi del periodo. La restituzione del contributo, infatti, avrebbe costituito una vera boccata d’ossigeno per queste realtà”.