Merzek: con l'Asti possiamo aprire un ciclo
 

“Con la solidità del gruppo e la determinazione si può arrivare lontano”, queste le parole del vicepresidente biancorosso Massimo Colla nel giorno della presentazione del nuovo Asti, pienamente condivise dal nuovo capitano biancorosso, quel Raffaele Merzek che ha scelto di diventare un galletto a discapito delle numerose offerte provenienti dalla D e dalla Lega Pro.

L’approdo in terra piemontese dell’ex leader della difesa dell’Entella Chiavari è stato il fiore all’occhiello della campagna acquisti degli uomini mercato di via Ugo Foscolo, orchestrato ad hoc dal ds Tony Isoldi e completato con un vero e proprio blitz dello stesso Colla. Piedi ben piantati a terra, la giusta umiltà, ma anche tanta qualità nel nuovo progetto biancorosso per il Cnd, una ricetta che potrebbe regalare una salvezza in anticipo a Merzek e compagni e magari rendere i galletti una delle outsider del torneo.

 

 

Moncalvo si porta sull'1-0

Il Grazzano non ha sfruttato il fattore campo nella finale d’andata del massimo torneo a muro, facendosi battere in maniera netta (19 a 9) da un grintoso Moncalvo. La formazione di casa, apparsa in calo fisico già in occasione dello spareggio contro il Vignale, nell’appuntamento decisivo della stagione ha stentato a contenere il poderoso avvio dei rivali, perdendo a zero il primo trampolino. Un significativo campanello d’allarme di quanto poi sarebbe accaduto.

Fabiano Penna schierava il consolidato quintetto composto da Bicocca, Caggiano, Biletta, Zapponi e Giroldo. Sul versante opposto Maurizio Francia replicava con Atzori e Tirone coppia arretrata, Fracchia mezzovolo, Gozzellino e Savio terzini. Dopo il travolgente avvio ospite il Grazzano accorciava le distanze (2 a 4), ma sbandava poi pericolosamente. I biancorossi volavano a quota sette e il folto pubblico presente in piazza Cotti (400 circa gli spettatori) intuiva che la rimonta dei locali sarebbe stata quanto mai problematica. Nel Grazzano Bicocca appariva affaticato, Caggiano tentava di caricarsi la squadra sulle spalle ma dopo tre-quattro trampolini pure lui mostrava la corda. Biletta raramente riusciva a trovare le migliori traiettorie per bucare lo schieramento avversario. I suoi colpi apparivano inoltre meno incisivi del solito.

 

.

+-