A Canelli arriva il
«Farmer’s market»

CANELLI - Gli inglesi lo chiamano “farmer’s market”, letteralmente “mercato della fattoria”, l’anello che lega il produttore al consumatore. Gli esperti dicono che è la quintessenza della filiera agroalimentare, per le piccole aziende agricole il mezzo più veloce ed economico per vendere i propri prodotti senza passare attraverso gli intermediari della distribuzione. La proposta potrebbe trovare spazio all’interno dei mercati settimanali del martedì e venerdì di Canelli. Ne stanno parlando, in questi giorni, l’assessore competente Paolo Gandolfo e la



responsabile del settore Commercio Cinzia Fava. L’idea è quella di dare ossigeno ad un mercato che si sta sempre più snaturando e che ha perso per strada la storica connotazione locale. Sono lontani i tempi in cui la parlata era la lingua piemontese, seppur divisa tra Valle Belbo e Valle Bormida. «Oggi – dicono gli ambulanti – le bancarelle sono ad appannaggio della comunità orientale, così che le caratteristiche locali che rendevano appetibile l’appuntamento sono via via scomparse». Il progetto andrà presto all’esame della giunta, che dovrebbe anche approvare un riordino complessivo delle aree mercatali cittadine.

Enoteca Regionale:
potenziare la struttura

CANELLI - Il potenziamento della struttura è l’obiettivo a cui si lavora per il futuro dell’Enoteca regionale di Canelli e dell’Astesana. Nata nel 2000 su iniziativa dei Comuni di Canelli, Calamandrana, Cassinasco, San Marzano Oliveto, Calosso, Bubbio, Loazzolo, Vesime e Sessame, l’Enoteca, presieduta da Luigi Garberoglio, conta oggi su 45 soci rappresentati da produttori astigiani e tutte le doc della zona. Ci sono naturalmente la Barbera, il Moscato e lo Spumante, ma anche presenze



del nord astigiano, come il Ruché e il Grignolino. L’edificio che ospita l’Enoteca regionale è pregevole e di grande effetto: le cantine del bel palazzo ottocentesco di corso Libertà, che si trova a pochi passi dalla stazione ferroviaria, in centro città, profumano di vino e di storia. Erano le cantine dell’azienda vinicola “Cantino Fogliato” ed ancora si scorgono i segni di quel tempo passato, quando si sviluppò l’enologia a Canelli a fine ‘800, con i due centri di produzione dei vini, quello appunto della zona della stazione e quello del centro storico al fondo della collina di Villanuova.

 
 
«Quel gol segnato
al grande Torino»

NIZZA - C’è una squadra a cui è legato l’immaginario di tutti gli amanti del calcio italiano. Una squadra che entrata nella storia con la forza penetrante che solo le tragedie sanno imprimere. Il 4 maggio del 1949 il Torino di Mazzola, Loik, Gabetto e altri campioni incontra il proprio destino, un destino che pone fine a molte giovani vite, facendo schiantare l’aereo della squadra granata contro la collina di Superga. Il ricordo, a distanza di 60 anni è ancora vivo nella memoria di Flavio Bianco classe 1925, che era allora una giovane promessa calcistica della Nicese ed ebbe il piacere di giocare un’amichevole e di fare subire un goal ai grandi campioni. «Era l’inverno del 1942, quando il Torino venne sfollato a Nizza Monferrato per fare allenamento ed in ritiro – racconta Flavio – il campo della Nicese, che era in viale Don Bosco, era uno dei migliori d’Italia. Una partita che mi è rimasta nel cuore – rievoca Flavio – dove segnai il goal del pareggio quando la partita era 1-0 per il Torino. Una gioia immensa per me e per il pubblico che si precipitò in campo ad abbracciarmi, anche se poi la partita, inizialmente presa “sottogamba” dal Torino, terminò con la nostra sconfitta per 5 a 1».

«Nizza Nuova»
esulta per le elezioni

NIZZA - Esulta il gruppo consiliare “Nizza Nuova” per la duplice vittoria della PDL alle elezioni nazionali e provinciali e già pensa alle amministrative del prossimo anno. «Assumiamo fin da oggi – dice Gabriele Andreetta, capogruppo e vicecoordinatore provinciale di Forza Italia – l’impegno a formare una squadra per Nizza con le donne e gli uomini di buona volontà e con una larga partecipazione di giovani». Andreetta sottolinea il successo elettorale e lo definisce «il risultato di un lavoro sul territorio che parte da lontano» e si è svolto giorno per giorno con un’azione capillare tra la gente. «La squadra che vi ha lavorato – dice - è costituita da persone che la pensano politicamente allo stesso modo e che hanno a cuore gli interessi del proprio territorio e dei concittadini». Un lavoro di squadra, dunque, portato avanti in modo personalizzato e che ha visto impegnati in prima persona, insieme ad Andreetta, il giovane coordinatore nicese di Forza Italia Emanuele Saracino e il candidato alla provincia Marco Caligaris, per il quale ora si attende un giusto incarico nel nuovo Consiglio della Provincia.