Il maltempo imperversa, problemi viabilità

 

NIZZA - Nizza ancora stretta nella morsa della neve, quasi 50 cm accumulati a più riprese nel corso della settimana. La precipitazione invernale è arrivata repentina, pur se annunciata, e con intensità tale da mettere in difficoltà i trasporti di mezza Italia, e l’Astigiano non è stato da meno. Alla riapertura delle scuole nicesi di martedì – con ripresa delle precipitazioni – ha fatto seguito una doppia chiusura di mercoledì e giovedì. Studenti, come da copione, felicissimi della duplice buona notizia, ma anche per gli adulti ci sono state sospensioni necessarie come il corso di Haccp, le nuove normative di igiene legate alla somministrazione dei cibi, che non ha avuto luogo mercoledì sera ed è stato rimandato a data da destinarsi. Viabilità difficoltosa ma accettabile sulle strade provinciali, costantemente percorse dai mezzi di pulizia con interventi rapidi per sgomberarle dagli alberi caduti. Sono i centri cittadini i più complessi da liberare dalla “fiocca”: in questo senso Nizza non si è fatta mancare una scintilla di polemica, a firma dell’avvocato Giovanna Balestrino. «L’emergenza neve non è stata gestita bene dall’amministrazione Pesce, – dice, – ci sono molti cumuli di neve in giro che occupano i marciapiedi e rendono difficoltoso l’accesso alle case e ai negozi. I commercianti hanno problemi a scaricare i furgoni. Di questo passo ci terremo i mucchi fino a Pasqua! ». L’avvocato nicese paragona l’attuale intervento a quello, due inverni fa, della giunta Lovisolo, con Pietro Balestrino assessore ai lavori pubblici: «Allora la neve era stata portata via rapidamente con i camion e si era impedito l’accumulo nei parcheggi tramite divieti di sosta». L’etichetta di “amministrazione inefficiente” non sta per niente bene però al sindaco Flavio Pesce: «Noi abbiamo fatto il nostro dovere, e lo stesso hanno fatto le imprese, l’ufficio tecnico e la protezione civile. I risultati non hanno nulla da invidiare a quelli di altri comuni. Smettiamola per favore con le polemiche gratuite, le zone della città che non sono ancora state ripulite dalla neve lo saranno il prima possibile».

 

In lutto per Scalfaro, la madre era canellese

CANELLI - La scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro è arrivata in città accompagnata da una fitta nevicata. Ricordando ai canellesi che le radici del Presidente della Repubblica affondano proprio tra le colline del Moscato. La madre Rosalia Ussino, infatti, era originaria di Canelli. Il padre Guglielmo Scalfaro, barone napoletano, l’aveva incontrata a Novara dove si era stabilito. In un’intervista il Presidente emerito ricordò: «Mia mamma era piemontese, del Piemonte Reale, di Canelli, la terra del vino molto buono; mia nonna materna, che ricordo bene anche se morì quando avevo tre anni, parlava italiano e francese nello stesso modo perché aveva fatto tutti gli studi in Savoia, essendo suo padre ufficiale di Carlo Alberto. Quando vinsi il concorso in magistratura, papà mi regalò la toga che era di stoffa della guerra - mia figlia la conserva con devozione - la mamma mi regalò le nappe togliendole dalle spalline ricchissime dell’uniforme del nonno che era ufficiale di Carlo Alberto». Toccante il ricordo che ebbe nella sua visita ad Asti, era il 1993: «Quando mi sono seduto e ho visto che tra gli stemmi alle pareti quello più vicino a me era quello di Canelli, Comune dove è nata mia madre, mi è parso un dono particolare».

 
Un po' di gloria anche per Bove
 

 

MARANZANA - C’è anche Giacomo Bove tra i protagonisti della mostra “150 anni di esplorazioni polari”, ospitata fino all’11 marzo dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Con lui, l’associazione che porta il suo nome e che ha sede a Maranzana, dove ha allestito un piccolo ma ricco museo presso la sua casa natale, oggi sede del municipio. «Siamo felici di poter contribuire a questo importante momento di ricordo e divulgazione – commenta la presidente dell’associazione Maria Teresa Scarrone. – Giacomo Bove, come idrografo, partecipò alla spedizione che trovò il “passaggio a Nord-Est circumnavigando per la prima volta l’Eurasia partendo dalla Norvegia e programmò la prima spedizione antartica italiana nel 1880. Proprio al Museo delle Scienze di Torino pronunciò un discorso, prima di partire per la spedizione verso lo stretto di Bering». La mostra celebra i 150 anni dalla nascita di Fridtjof Nansen e i 150 anni dal raggiungimento del Polo Sud, ma dà spazio anche agli esploratori italiani: oltre a Bove, il Duca degli Abruzzi, Nobile, Bonzi, Zavatti e Monzino. Un ricordo particolare anche per la studiosa del popolo Inuit Gabriella Massa, che ha fatto parte del comitato scientifico dell’associazione Giacomo Bove. Il museo è aperto tutti i giorni 10-19, chiuso il martedì. Info: www. mrsntorino. it.

Biblioteca, aspettando Gambarotta

NIZZA - In tempi di tagli alla cultura, Nizza non solo non trascura la sua biblioteca, ma anzi punta a farne motore di una serie di iniziative legate alla scrittura e ai suoi protagonisti. Lo comunica il consigliere delegato alla cultura Massimiliano Spedalieri: «Dopo aver avuto il piacere di portare in città il giornalista Aldo Cazzullo, in un incontro di notevole interesse, il prossimo ospite sarà nientemeno che il presentatore e scrittore Bruno Gambarotta». L’occasione è la presentazione del suo nuovo romanzo, “Le ricette di Nefertiti”, divertita escursione tra storia egiziana ed enogastronomia sotto forma di una commedia dai risvolti gialli. L’appuntamento è per venerdì 10 febbraio alle 21 all’Auditorium Trinità. Continua Spedalieri: «Gambarotta sarà a Nizza anche per uno spettacolo della stagione teatrale, “La storia siamo noi”, in cui fa da narratore per una suggestiva raccolta di testi, legati all’unità nazionale, che spaziano dai cantautori fino agli scrittori conteporanei ». Sono circa un migliaio gli utenti “tesserati” della biblioteca civica di Nizza, meticolosamente seguiti e consigliati nella scelta delle letture dalla bibliotecaria Cristina Tartaglino. Nel corso dell’annata appena conclusa ci sono stati 3175 volumi dati in prestito, sulla collezione di 26.766 titoli, dei quali circa 5000 sono affidati in comodato d’uso alle scuole cittadine

 
\