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Quella delibera, la 156 dell’ottobre scorso, era un po’ troppo generica. O, meglio, lasciava a desiderare la location. Eh già, perché per il fatidico “sì”, seppur con rito civile, anche l’occhio (e la scenografia) vogliono la loro parte. Anche pagando.
Aveva destato curiosità la disposizione secondo la quale la coppia che desidera usare per la celebrazione nuziale saloni comunali diversi dall’ufficio del Sindaco deve sborsare 250 euro. «Rimborso spese per la messa a disposizione dei locali e le operazioni di riassetto e pulizia» era stata la spiegazione.
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